Reincarnazione, dolore, karma…
Discorrendo via email con la mia amica Anna, quella già citata in questo post, a proposito di reincarnazione, avendo visto un servizio su Brian Weiss, psichiata autore di libri quali “Molte vite, un solo amore”, “Molte vite, molti maestri”.
Ecco cosa le ho scritto, tra il resto:
Parlavano di alcuni casi particolari di reincarnazioni più o meno dimostrate e seguendo, con non tanta attenzione in verità, il servizio ad un tratto ho avuto una sorta di “illuminazione”: non serve cercare le proprie vite precedenti, cercare dove sono andati i nostri cari, che fine faremo dopo la morte… non serve tutto questo, se siamo qui, ora e non abbiamo memoria delle nostre vite precedenti è perchè questo è quello che abbiamo bisogno. Cercare tutto il resto ci fa solo perdere tempo. Capire? Non so se sia possibile. Credere? Non so se serve… tutto sommato che ci crediamo o meno siamo qui e non ha senso lavorare sulle vite passate o per le vite future, qualunque cosa facciamo ci deve servire in questa vita e per questa vita. E tutto quello che succede è perchè deve succedere…
Ecco cosa mi ha risposto Anna:
sono contenta che tu hai visto questo filmato intervista di weiss. sono contenta che ti sia giunto questo messaggio. era nell’aria qualcosa. io stamattina ho pubblicato queste parole su fb:
io credo che non ci sia proprio nulla da credere per sentirsi parte della creazione. il nostro stesso essere esseri pensanti e cocreatori è identico all’intelligenza che vuole l’universo in perenne cambiamento. il nostro dolore ci aiuta a comprendere la necessità di trascendere, lasciare andare, superare i nostri attaccamenti. ma tra il dire e il fare ci sta di mezzo il mare della nostra umanità così ce ne inventiamo di ogni..e qualcuna è proprio bella e qualcun’altra no
love
a modo mio voglio dire proprio anche questo. insomma, non che io voglia stroncare nulla per nessuno, ma sono certa che non sto pagando nessun conto. la via maestra non sa di essere maestra. e tu non puoi riconoscerla perchè non è riconoscibile. la via maestra è quella di ogni attimo la dove ti trovi. e cambia continuamente. non ci sono verità assolute. non ci sono leggi scritte. non c’è proprio niente altro di ciò che tu metti a fuoco che in qualche modo può essere il tuo “illuminare”. e quando resti nel dolore è perchè stai illuminando il tuo dolore e niente altro che il tuo dolore. un buon medico è quello che ti prende per mano e ti accompagna ad allargare la tua messa a fuoco. che sia un prete un amico un medico o un cane non cambia proprio niente. è il tuo sguardo che conta, che ha voluto trovare quell’aiuto ad allargare il tuo sguardo e ad accorgerti di altro dal tuo dolore. ma quel che non capiscono in molti è che questa è spiritualità. e la necessità nostra di rimanere immersi nel nostro dolore è tutto ciò che va curato, ma non servono medicine. entriamo e usciamo continuamente da questo status, spesso da soli, molto più spesso di quel che sembra. ma c’è chi si innamora del dolore e chi invece no. io credo di essere tra i secondi anche se ogni tanto mi viene il dubbio che sia così.
Che cosa aggiungere? Credo niente… se non: grazie Anna!
Pubblicato il 7 febbraio 2012 su Pensieri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.
Buongiorno Claudio caro, tanti bei pensieri, che si fanno piacevolmente leggere, ma
mi lasciano al punto di partenza: Non conosco niente… se non piccole sfumature che la
mente dell’anima mi invia.
Purtroppo mi spiace ammetterlo: tante riflessioni, concetti, supposizioni, non ci danno nessuna prova concreta di chi e cosa siamo, e il senso di questa vita.
L’unica cosa certa per me, è di non aver certezza di nulla.
Un bacione
Mistral
Certamente, amabile Amica!
Si chiama consapevolezza socratica: lui diceva che l’unica cosa che sapeva era di non sapere. Ed è effettivamente l’unica cosa di cui possiamo avere una certezza: che non possiamo avere nessuna certezza!
Il succo è che non c’è una risposta, per quanto male possa fare realizzare ciò…
E, ancora, qui viene in aiuto la filosofia cinese: “Se c’è una soluzione, perchè ti preoccupi? E se non c’è una soluzione, perchè ti preoccupi?”.
Non possiamo avere alcuna prova nè concreta nè indiziaria di chi e cosa siamo. Nessuno mai potrà dirci quale sia il senso di questa vita.
Forse questa vita non ha proprio nessun senso se non esistere come viene. Sono daccordo con te che questo pensiero è tutto fuorchè motivante ma il contorcersi come un lombrico fuori dalla terra allagata non ci può certo aiutare a trovare la direzione, giusto?
Non c’è una risposta. Non c’è una strada. Noi siamo la risposta. Noi siamo la strada.
Una dolce carezza sul cuore.
Claudio
Concordo pienamente con quanto hai scritto nel tuo post, sia la parte tua che quella della tua amica.
Non penso esista una Verità con la V maiuscola, penso che esista il nostro sentire, il nostro punto di vista, la nostra verità se vogliamo.
Non importa cosa pensano gli altri, quel che conta è quel che pensiamo noi del senso del nostro esistere. In fin dei conti, quel che conta è la nostra esperienza e quel che ne apprendiamo.
Per questo, per me, non servono prove.. perché io quello che “sento” lo so, ed è la mia strada, il mio cammino.. anche se poi la meta fosse (è) la stessa…
Buona serata
Infatti
Buona giornata Stella!